Il progetto Caronte di Pontenossa punta a trasformare i residui del processo Waelz in materiali per cemento e asfalti, riducendo il ricorso al deposito
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Il processo Waelz, utilizzato dalla Pontenossa Spa per recuperare metalli strategici da un rifiuto pericoloso, genera a sua volta un residuo, non più pericoloso, composto prevalentemente da ossido di ferro, calce e in minima parte cadmio e piombo, inodore e dalla consistenza sabbiosa, che si ossida a contatto con l’aria. Questo residuo viene depositato nel sito di stoccaggio all’interno della proprietà, la discarica Val Rogno, situato tra i comuni di Premolo e Gorno, in Val Seriana. «Il sito è stato costruito con tecniche ingegneristiche all’avanguardia che garantiscono la raccolta di tutte le acque di dilavamento - spiega il direttore operativo Fabrizio Panella - Queste vengono convogliate nello stabilimento, sottoposte ad un sofisticato sistema di abbattimento di metalli e cloruri e, tornate idonee, restituite ai corsi idrici. Questo processo si applica a tutte le acque che attraversano lo stabilimento, siano esse di dilavamento, meteoriche o utilizzate dal processo Waelz». Il sito di stoccaggio copre 115.000 m2 e garantirà, ai ritmi di produzione attuale, una capacità di abbancamento dei residui per oltre 15 anni. Qui, rigore tecnologico e benessere ecologico convivono in armonia: il materiale depositato da più anni è stato ricoperto di argilla e ghiaia e poi piantumato, restituendo al pendio un aspetto verde e rigoglioso.







