Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, è dagli anni Sessanta, quelli della sua fondazione, un punto di riferimento per la ricerca applicata e l’innovazione in diversi settori, tra cui l’ambiente e l’economia circolare. Tra i progetti più innovativi che incrociano ambiente, tecnologie e riciclo spicca Romeo (acronimo per Recovery Of MEtals by hydrOmetallurgy), il primo impianto pilota in Italia dedicato al recupero di metalli preziosi da vecchi dispositivi elettronici. Situato al Centro ricerche Enea Casaccia, alle porte di Roma – dove d’altronde ha sede anche la cosiddetta Hydrogen Valley, un incubatore tecnologico nazionale sull’intera filiera dell’idrogeno – Romeo rappresenta una rivoluzione nel settore del riciclo dei rifiuti elettronici.

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22 Aprile 2025

«Con un’efficienza del 95%, il nostro impianto è in grado di estrarre oro, argento, platino, palladio, rame, stagno e piombo attraverso un processo idrometallurgico brevettato da Enea che abbatte i costi energetici rispetto alle tradizionali tecnologie ad alta temperatura» spiega Claudia Brunori, direttrice del dipartimento Sostenibilità dell’Agenzia. Uno dei punti di forza del progetto è la sua sostenibilità ambientale: il processo avviene infatti a temperatura ambiente e senza necessità di pretrattare le schede elettroniche, riducendo significativamente la produzione di scarti. Secondo le stime dell’Agenzia, da una tonnellata di schede elettroniche è possibile ricavare fino a 129 kg di rame, 43 kg di stagno, 15 kg di piombo, oltre 300 grammi di argento e circa 240 grammi di oro, per un valore complessivo superiore ai 10mila euro in base ai prezzi di mercato attuali.