La ferita è aperta dal 17 marzo 2020. Quel giorno, un’esplosione nel complesso industriale ex Avicola Victor Sas di Girifalco ha polverizzato le coperture in cemento-amianto della struttura, trasformando l’area in una bomba ecologica a pochi metri dalle abitazioni. Da allora, per i residenti, il tempo sembra essersi fermato. Le lastre danneggiate sono ancora lì, esposte alle intemperie, con il costante rischio di dispersione di fibre killer nell’aria. “La situazione permane invariata”, denunciano i cittadini, stanchi di convivere con una minaccia invisibile ma concreta per la salute pubblica.

Il muro di gomma delle istituzioni

Per anni le richieste di informazioni sono cadute nel vuoto. La svolta burocratica è arrivata solo lo scorso autunno, ma non per iniziativa spontanea del Comune. Soltanto dopo un sollecito formale al Prefetto di Catanzaro e un richiamo della Segretaria Comunale, l’Assessore competente ha rotto il silenzio. Il 3 novembre 2025 è stato comunicato che la richiesta di finanziamento per la bonifica, inviata al Dipartimento Ambiente solo pochi giorni prima, non era stata accolta. Un tempismo – proseguono nel loro racconto i cittadini – che suggerisce come l’amministrazione abbia agito “unicamente sotto pressione di solleciti esterni qualificati”, ignorando sistematicamente le istanze dei cittadini.