In una volata salvezza il cui risultato è tutto da scrivere, con 180’ che si preannunciano al cardiopalmo, vietati ai deboli di cuore, Fabio Liverani assegna qualche stelletta in più alla squadra allenata da Eusebio Di Francesco rispetto alla Cremonese. Il trainer romano, che è stato tra i grandi artefici della promozione in B che ha permesso al club salentino di abbandonare l’inferno della C e che subito dopo ha concesso il bis con il salto in A, il primo della presidenza di Saverio Sticchi Damiani e dell’attuale proprietà, spiega perché ritiene che il Lecce abbia qualche piccolo vantaggio che potrebbe rivelarsi importante per raggiungere il traguardo agognato dalla piazza.

«Il punto di margine vantato dai giallorossi sulla Cremonese non dà alcuna garanzia, ma è meglio averlo piuttosto che essere dietro ai lombardi – sottolinea Liverani – Sono in palio sei lunghezze e quindi può accadere di tutto. Nessuno può stabilire quale delle due compagini resterà in massima serie ma, sul piano mentale, chi rincorre ha la consapevolezza di non potere steccare perché altrimenti rischia il game over».

Secondo il tecnico capitolino, però, l’aspetto-chiave è un altro: «A fare la differenza potrebbe essere la grande coesione sulla quale può contare il Lecce. Non mi riferisco al gruppo squadra con lo staff, ma a tutto l’ambiente. Io l’ho vissuto sulla mia pelle cosa significhi. Tra le componenti che concorrono a raggiungere l’obiettivo non ci sono voci stonate. Dirigenti, medici, giocatori, allenatori, ogni singola figura che lavora in seno al club rema nella stessa direzione. Il che vale anche per la tifoseria. È probabile che tutto ciò dipenda dal fatto che la proprietà è del luogo e, con la gente, abbia saputo toccare le corde giuste. I sostenitori sono orgogliosi di ciò che si sta costruendo, amano la maglia che rappresenta una terra, un popolo. La passione è smisurata. Non è un caso che il Via del Mare sia gremito da diverse stagioni, che il sodalizio salentino sia tra i primi dieci per presenze allo stadio nei match casalinghi, che in trasferta possa contare sul pienone nel settore ospiti, quando la trasferta non è soggetta a limitazioni. Tutto ciò incide perché tocca le corde del sentimento, trasmette emozioni».