Sulle baby gang «le notizie di cronaca fanno sembrare che ci sia un quadro in evoluzione disastrosa, ma non è così». Ne è convinto il procuratore del Tribunale per i minorenni di Bari, Rosario Plotino, questo pomeriggio a Foggia per partecipare all’evento 'Criminalità minorile. Tra esigenze cautelari, certezza della pena e rieducazione sociale'. «Non parlerei di vera emergenza, al di là del caso di Taranto (l'omicidio del bracciante Sako Bakari originario del Mali ad opera di quattro minorenni e due maggiorenni, ndr) che è altra zona e altra origine dell’episodio, ma per il Foggiano e il territorio di nostra competenza - ha detto Plotino - non c'è vera e propria emergenza. Ci sono ovviamente gli episodi di criminalità legati a gruppi di ragazzi che poi vengono definiti baby gang, ma non abbiamo associazioni per delinquere che commettono questo tipo di reati allo stato».
«Nel Foggiano - ha rilevato - ci sono state molte rapine, scippi, questo tipo di criminalità violenta legata alla sottrazione di oggetti preziosi, collanine d’oro, il cui prezzo è arrivato allo stelle. I minorenni che li stavano commettendo sono stati tutti sottoposti a misure cautelari. Per alcuni si sta cercando il recupero, anche di ragazzi molto giovani, anche di 15 anni». «Poi - ha concluso il procuratore - ci sono episodi di colluttazioni, risse tra minori che sono un’altra cosa. Questo fa parte di un aumento della violenza che abbiamo riscontrato negli ultimi anni, probabilmente negli ultimi due anni, anche nel Barese, nella Bat. C'è un aumento della violenza anche gratuita fine a se stessa senza giustificazioni. E’ un comportamento un pò fuori controllo da parte di questi minori, probabilmente perchè si ispirano a storie criminali con le quali ormai tutti hanno a che fare con videogame o serie televisive senza voler criminalizzare nessuno. C'è uso di droghe, alcool, che fanno calare moltissimo i freni inibitori. Ecco perchè bisogna agire sul piano della prevenzione, educativo, della famiglia, della scuola, prevenzione rispetto all’uso di alcool e droga. La repressione arriva sempre dopo e non risolve il problema».







