Nella Teogonia, celebre poema sulle genealogie divine scritto da Esiodo, il Chaos viene descritto come uno spazio vuoto, un’immensa voragine tenebrosa. Non si tratta di una voragine che risucchia e occulta, come fosse un buco nero, ma qualcosa che può potenzialmente generare. Allo stesso modo, oggi, «la confusione e il disordine che sembrano marcare l’epoca forse nascondono un Vuoto che è il grembo dove stanno maturando nuovi ordini e nuovi principi». Con questo rovesciamento della banale idea per la quale il disordine sarebbe solo pura negazione dell’ordine, priva di carattere produttivo, si apre Kaos, il nuovo libro firmato da due dei filosofi italiani più noti, profondi e influenti dell’ultimo mezzo secolo: Massimo Cacciari e Roberto Esposito.

Seppur da prospettive differenti, entrambi hanno fornito nel corso della loro lunga attivitàfilosofica fondamentali chiavi di lettura della realtà e della contemporaneità. I loro sguardi si incrociano in queste pagine, tanto dense quanto affascinanti. Il volume si compone di due saggi autonomi, diversi per stile di scrittura e per riferimenti teorici, ma del tutto complementari. Potremmo dire che entrambi emergono dall’urgenza di tematizzare il tempo presente come il tempo in cui il Politico e il Geopolitico risultano essenziali per la riconfigurazione dello spazio sociale, civile, culturale e delle relazioni internazionali.Cacciari, attingendo all’inesauribile forza immaginifica e simbolica della mitologia, ricostruisce alcuni tratti dell’evoluzione dello Stato europeo. Esso nasce terraneo, ancorato alla terra, al suolo, alle radici, alle frontiere. A un certo punto, però, il suo sguardo si rivolge verso il «Mare aperto» e da quella prima de-territorializzazione, dal dislocamento del corpo e della fantasia al di là dei confini visibili, lo spirito e lo spazio europeo-occidentali inizieranno ad arricchirsi di una nuova relazione dialettica: a quella verticale terra-cielo si aggiungerà quella orizzontale terra-mare. Per molto tempo, questi movimenti dell’Occidente sono stati circoscritti da “soglie”, come quella con l’Oriente, che, con il tempo e con i conflitti, ma anche con la globalizzazione commerciale-finanziaria e tecnico- razionale, sono state annullate. Ma questo non ha determinato alcuna “federazione”politica.