L’addio ad Alessia La Rosa, la bambina di otto anni, grande tifosa rosanero, morta dopo una lunga malattia, si è chiuso con le parole che lei stessa aveva lasciato alla famiglia. Una lettera consegnata ai genitori poco prima della scomparsa e letta in Cattedrale, davanti alla bara bianca, da Giuseppe Di Michele, della Curva Nord.«Giulia, Cristian, litigavamo sempre ma vi voglio tanto bene. Vincenzo, avrei voluto dormire più spesso con te. Mamma, tu hai lottato sempre con me, avendo una grande forza. Papà, volevo sempre la mamma, ma nei momenti di fragilità sei e resterai sempre il mio papà». Poi il pensiero alle compagne di danza: «Continuerò da lassù a sculettare per voi». E ancora: «Al mio maestro, al quale credo di aver detto più parolacce che a tutta Palermo, oggi dico: vai a cercare tutte le cose che ti ho nascosto nella scuola di ballo».Poco prima dell’uscita del feretro ha parlato anche la madre, Maria Concetta D’Amaso. Ha raccontato gli ultimi giorni della figlia, la stanchezza, le forze che venivano meno e quella passione rosanero rimasta accesa fino alla fine. «Negli ultimi giorni ha avuto la forza di vestirsi - ha detto - poi, con il passare dei giorni, ad un certo punto non aveva più nemmeno la forza per aprire gli occhi ma, quando ha sentito il nome di Jacopo Segre, ha aperto improvvisamente gli occhi e ho visto nel suo volto che il solo sentire questo nome l’ha resa felice».Poi il feretro ha attraversato il sagrato lungo un corridoio umano aperto tra la folla. Palloncini, cori, applausi e bandiere rosanero hanno accompagnato la bara bianca fino all’uscita.
Alessia, l’ultima lettera alla famiglia: «Mamma, hai lottato sempre con me»
L'addio alla piccola tifosa del Palermo in Cattedrale: palloncini, cori, applausi e bandiere rosanero hanno accompagnato la bara bianca fino all’uscita











