Purtroppo pochi bolognesi conoscono il servizio ’impagabile’ che hanno svolto le Piccole sorelle dei poveri, suore che hanno assistito con amore persone anziane, sole e con mezzi insufficienti per potersi permettere una casa. Ora la loro Congregazione chiuderà la loro casa a Bologna. Come ha detto sua eminenza il cardinale: con grande tristezza ringraziamo per l’esempio di fede e di amore!

Fausto Roberta

Risponde Beppe Boni

Hanno sempre dato tanto al prossimo e per se stesse non hanno mai chiesto nulla. Ciò che arrivava dalla bontà dei cittadini è sempre stato utilizzato per assistere chi ha bisogno. Le Piccole sorelle dei poveri scesero dal treno arrivato a Bologna nel 1895 accolte da una violenta giornata di pioggia come se il destino volesse avvisarle che avrebbero dovuto affrontare una vita di sacrifici. Così è stato. A Bologna queste suore hanno assistito nei decenni persone fragili, uomini e donne maltrattati dalla vita, anziani che avevano perso il sorriso e con loro l’hanno ritrovato. La congregazione ha dovuto cedere il passo perché la crisi delle vocazioni ha assottigliato la pattuglia di religiose fino al punto in cui non è più possibile mandare avanti la casa dell’accoglienza. Bologna sa che perde delle super donne fragili da vedere, ma forti nell’animo e nella vita quotidiana. Fino a qualche settimana fa l’istituto di via Emilia Ponente manteneva attivi 60 posti per gli ospiti , ma pur con la preziosa opera di alcuni volontari la situazione si è fatta sempre più complicata da gestire. Il velo di tristezza apparso sul volto della superiora, suor Maria Clara, all’annuncio della parola fine, spiega ogni cosa. Gli ospiti intanto hanno trovato una sistemazione decorosa. Bologna abbraccia le Piccole sorelle, ma l’eco silenzioso di un grande grazie corre ancora sotto i portici, sale e scende dai colli e percorre le vie del centro storico.