Reggio Emilia, 16 maggio 2026 – Come fa una città a prepararsi all’arrivo di una principessa? Fino a un mese fa Reggio Emilia non lo sapeva, e se a qualcuno fosse passato per la mente di chiederlo, sarebbe passato per matto. Ora che la Principessa Catherine se ne è andata, con promessa di tornare, ripercorriamo assieme a Reggio Children il back stage di una città che ha radunato tutte le sue forze e competenze per presentarsi al meglio non solo alla Casa Reale ma a quell’inimmaginabile — visto da qui — seguito mediatico che tutti abbiamo potuto vedere in questi due giorni.
Andiamo in ordine alfabetico e senza pretendere di essere né esaustivi, né troppo seri.
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Il 6 di maggio tutti gli organi di informazione pubblicano che Kate ha scelto, per il suo primo viaggio internazionale dopo la malattia, le scuole e i nidi di Reggio Emilia. Di fatto la notizia è da tempo sigillata nella testa di pochi, cui Ambasciata e Kensington Palace ribadiscono come un mantra: "Se la notizia esce prima, è un guaio che mette a rischio la visita". Qualcuno, tra Comune, Istituzione e Reggio Children, comincia a non dormire più la notte.
Buckingham Palace














