«La violenza non nasce all’improvviso in età adulta, ma si costruisce molto prima, negli immaginari e nelle relazioni». Da questa consapevolezza, sintetizzata dalla presidente Debora Moretti, nasce il progetto di Fondazione Libellula “Storie spaziali per maschi del futuro – Scuola edition”, in collaborazione con l’autrice Francesca Cavallo, per offrire nuovi ed efficaci strumenti di educazione alle relazioni nelle scuole primarie. Il progetto, presentato nei giorni scorsi alla Camera a Palazzo San Macuto, ha ricevuto il sostegno della Commissione Europea e sta già coinvolgendo numerose scuole: è gratuito e l’auspicio è che la fruizione possa essere ampia, anche in Sicilia e Calabria.«I dati e oltre 10 anni di lavoro guidano le nostre scelte - spiega Moretti - Come Fondazione Libellula, partiamo dalla Survey Teen del 2024, condotta su un campione di circa 1.600 adolescenti tra i 14 e i 19 anni, e da anni di lavoro sul campo. Per questo abbiamo scelto di lavorare nella fascia 6-11 anni, quando i modelli non sono ancora consolidati». «Il progetto - aggiunge - nato da una collaborazione spontanea con Francesca Cavallo, ha un’impostazione educativa: non propone modelli “giusti” o “sbagliati”, ma lavora per ampliare le possibilità. Lavoriamo su emozioni, rispetto, consenso e relazioni, con l’obiettivo di dare a bambine e bambini strumenti concreti per conoscersi meglio e stare meglio con gli altri.Il progetto nasce inoltre da un bisogno reale: fin dal lancio, alla fine del 2025, sono state famiglie, insegnanti e più in generale la comunità educante a chiederci strumenti per affrontare questi temi in modo accessibile e strutturato. Il progetto ha ottenuto il patrocinio della Commissione Europea, un riconoscimento importante che rafforza la direzione intrapresa e apre alla possibilità di svilupparlo nel tempo anche su scala più ampia, nazionale e internazionale». Il percorso è incentrato sulle “storie spaziali” di Francesca Cavallo, autrice impegnata sui temi della parità di genere e contro la cultura tossica della virilità, offrendo nuovi e più accoglienti orizzonti emotivi.Il progetto Storie spaziali per maschi del futuro – Scuola edition con Fondazione Libellula propone nuovi modelli: quanto è urgente oggi intervenire proprio sui più piccoli per costruire relazioni più sane e paritarie? Le fiabe contenute in “Storie Spaziali per Maschi del Futuro” offrono un’idea più ampia di maschile. Per questa ragione il progetto sviluppato a partire dal libro con Fondazione Libellula riguarda sia i bambini che le bambine: al momento, quando pensiamo a che cosa significa essere maschi, abbiamo una serie di preconcetti sul fatto che i maschi non possano mai mostrare la propria vulnerabilità, sul fatto che non sia nella loro natura prendersi cura dei più piccoli, che debbano evitare ogni situazione in cui possano correre il rischio di risultare “ridicoli”. Questi condizionamenti culturali riguardano le aspettative che i maschi hanno nei confronti di se stessi, ma anche quelle che noi abbiamo nei loro confronti. Lavorare sull’ampliamento delle possibilità espressive dei maschi riduce il rischio della violenza, che spesso nasce dalle parti di noi di cui ci è stato insegnato a vergognarci e che, a causa di quella vergogna, sono rimaste inesplorate.Quanto è importante strutturare a scuola attività per educare alle emozioni e decostruire stereotipi, e quali strumenti possono essere offerti a docenti e famiglie? La scuola ha un ruolo centrale in questo lavoro, perché avere la possibilità di processare in modo sano le proprie emozioni non dovrebbe essere un privilegio di chi nasce in famiglie che hanno già strumenti adeguati, ma un diritto di tutte e tutti. Fare educazione all’affettività a scuola non è solo un investimento sul benessere e sulla sicurezza, è anche un investimento su una delle aree più critiche che ostacolano la crescita economica del nostro Paese: la difficoltà di accesso delle donne al mondo del lavoro. Gli strumenti che forniamo consentono a bambini e bambine di porsi gli uni di fronte alle altre garantendosi pari dignità, essendo capaci di riconoscere le competenze e il potenziale a prescindere dal genere. Questo è un salto di cui l’Italia ha bisogno se vogliamo uscire dalla stagnazione in cui ci troviamo.Quali resistenze o stereotipi emergono più frequentemente quando si affrontano temi come consenso, rispetto e vulnerabilità maschile? Il confronto con bambini e bambine è il momento più interessante e denso di significato di tutto il progetto. Ci sono stati bambini che ci hanno detto di avere paura che altri amici scoprissero che gli piaceva giocare con certi giochi considerati “da femmine”. Ci sono stati bambini che ci hanno detto che ci vuole più coraggio per chiedere un bacio che per togliere il braccio dalla bocca di un coccodrillo. E bambini che ci hanno detto di sentirsi “fichi” quando riuscivano a mettere in imbarazzo una bambina. A questa età questo tipo di credenze sono ancora “morbide” e ci si può lavorare. Chiaramente più si cresce e più si solidificano. Il lavoro che si fa a scuola è delicato perché si deve costruire uno spazio in cui tutti e tutte si sentono a proprio agio a condividere i propri pensieri senza timore di essere giudicati.Questa attività è speculare rispetto a libri come “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli”, in cui emerge spesso il tema dell’empowerment femminile: l'altro fronte d'impegno è proprio educare le bambine alla consapevolezza e all’indipendenza? Certo. “Storie Spaziali per Maschi del Futuro” è il completamento del lavoro iniziato dieci anni fa con “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli”. A un certo punto mi sono semplicemente resa conto che se avevo davvero a cuore l’emancipazione delle bambine, non potevo non lavorare anche coi bambini. Perché quella per la parità di genere non è una battaglia delle femmine contro i maschi, ma un viaggio di liberazione reciproca. La Survey Teen 2024: un adolescente su 5 non riconosce gli abusi La Survey TEEN 2024, raccolta nell’eBook “Senza Confine”, è l’indagine condotta da Fondazione Libellula, per comprendere come gli adolescenti italiani interpretano le dinamiche di potere e controllo all’interno delle relazioni sentimentali, offrendo spunti per interventi educativi mirati. Su un campione di 1.592 adolescenti tra i 14 e i 19 anni sono stati forniti dati allarmanti sul grado di consapevolezza e percezione delle dinamiche relazionali, evidenziando la necessità di interventi educativi specifici per contrastare la violenza di genere e promuovere relazioni basate sul rispetto reciproco. I dati mostrano che 1 adolescente su 5 non riconosce gli abusi nelle relazioni, dimostrando una confusione tra ciò che costituisce amore e ciò che invece è controllo e possesso. Il 20-25% degli adolescenti non considera invasive azioni come il toccare, baciare o il diffondere informazioni intime senza il consenso come violenza. Il 40% non ritiene stalking l’invio insistente di messaggi alla persona desiderata.Il progetto gratuito: kit, formazione e laboratori di Giovanna Bergantin Storie Spaziali per Maschi del Futuro – Scuola Edition è una proposta educativa che porta nelle scuole primarie italiane un nuovo modo di parlare di emozioni, rispetto e libertà dagli stereotipi. Al centro ci sono sei racconti tratti dal libro di Francesca Cavallo, selezionati e adattati per diventare strumenti didattici capaci di aprire conversazioni che spesso, nei primi anni di scuola, non trovano ancora un linguaggio condiviso. Le fiabe diventano così un punto di partenza per permettere a bambine e bambini di riconoscere ciò che provano, dare un nome ai propri confini e costruire relazioni più consapevoli. Attorno alle storie si sviluppa un percorso educativo strutturato: un kit completo per le classi, un corso di formazione accreditato sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I.A. e una serie di laboratori dal vivo con l’autrice e con le pedagogiste di Fondazione Libellula. È un modello che sostiene gli insegnanti nel lavoro quotidiano e coinvolge le famiglie, perché il cambiamento culturale richiede comunità che lo accompagnino. La prima sperimentazione coinvolge 250 scuole primarie, con particolare attenzione ai territori più periferici e vulnerabili. L’intervento raggiungerà 12.500 bambine e bambini, 5.000 docenti e oltre 50.000 familiari generando un impatto capillare. A promuovere il progetto sono Fondazione Libellula e Francesca Cavallo, unite dalla convinzione che un futuro più giusto cominci dalle parole che scegliamo per raccontarlo. L’obiettivo è ambizioso: costruire un protocollo pionieristico di prevenzione della violenza di genere, pensato per la scuola primaria e replicabile su larga scala. Non un’iniziativa episodica, ma un investimento culturale di lungo periodo, un atto di responsabilità verso la prossima generazione. Le scuole possono candidarsi direttamente sul sito di Fondazione Libellula per entrare nel programma e ricevere kit, formazione e supporto dedicato.