«Educazione» e «responsabilità collettiva»: queste le parole chiave del ProgettoRispetto lanciato da Fondazione Conad Ets e Polizia di Stato per contrastare la violenza di genere. Per insegnare alle nuove generazioni a riconoscere la violenza e a rispettare la libertà dell’altro.
L’iniziativa ruota intorno a un portale, ProgettoRispetto.it, da oggi online, dove gli insegnanti possono trovare materiali didattici, guide, immagini, testimonianze, per trattare in aula temi delicati come il consenso, l’uguaglianza, la violenza che si esprime non solo fisicamente, ma anche con subdole dinamiche psicologiche. La speranza, spiega Maria Cristina Alfieri, segretario generale e direttrice di Fondazione Conad, «è che il portale diventi punto di riferimento delle scuole italiane».
Inoltre, spiegano, dal 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, sarà disponibile un docufilm di trenta minuti con la testimonianza di chi la brutalità del machismo e del patriarcato l’ha vissuta sulla propria pelle.
L’obiettivo è raggiungere i più giovani. «La cultura del rispetto e dell’uguaglianza dev’essere promossa a partire da loro, nei contesti in cui crescono e si formano come cittadini». Spesso, spiega il dirigente superiore Marco Martino, Direttore del servizio centrale anticrimine, i ragazzi si affidano ai social, dove i messaggi non sono sempre equilibrati. Ora hanno un portale, pensato appositamente per loro, per discutere e riflettere». Le cronache raccontano come gli uomini maltrattanti siano sempre più giovani. Ilaria Sula, 23 anni, è stata uccisa a coltellate a Roma dall’ex fidanzato Mark Samson, di un anno più grande, perché voleva lasciarlo. E agli occhi di lui, la libertà della giovane e il suo affermarsi nello studio rappresentavano un oltraggio. E ancora. Martina Carbonaro, 14 anni, è stata lapidada dal fidanzato Alessio Tucci, 18 anni, ad Afragola, comune vicino a Napoli, perché voleva essere indipendente e girare il mondo.






