Quando Bernie Sanders esce da dietro le quinte e prende il microfono, il clima è quello della convention americana. L’auditorium del Lingotto è strapieno e scoppia subito in un applauso fragoroso. Il senatore icona della sinistra di mezzo mondo fa il suo ingresso e va dritto al punto: «Vorrei che tutti voi sapeste che le opinioni e le azioni di Donald Trump nei confronti dell’Europa non rappresentano in alcun modo la posizione della stragrande maggioranza del popolo americano». E ancora, a scanso di equivoci: «Il popolo degli Stati Uniti auspica un rapporto forte e positivo con l’Europa. Faremo tutto il possibile per ristabilirlo al più presto».
L’appuntamento con il senatore del Vermont, intervistato dal direttore del Post Francesco Costa, era uno dei più attesi del calendario del Salone. Tra il pubblico tanti giovanissimi e molti esponenti del centrosinistra. Il sindaco Stefano Lo Russo ha incontrato ieri il senatore, come la segretaria Elly Schlein, mentre Avs si è presentata in forze e sedeva in prima fila. Più volte interrotto dagli applausi della platea, l’ex candidato alla presidenza ha criticato apertamente il sistema di finanziamento elettorale americano e messo in guardia dai nuovi oligarchi, da Zuckerberg a Bezos fino ad Elon Musk, definito come «un bugiardo che si dovrebbe vergognare, ma non uno stupido», in quanto consapevole che con il dominio dell’intelligenza artificiale e della robotica scompariranno milioni di posti di lavoro. «E in Usa non siamo preparati a nulla del genere». Il nervo è scoperto e la platea ascolta attenta. «L’intelligenza artificiale è una minaccia a ogni forma di governo democratico», chiosa Sanders e, alla fine, strappa anche qualche sorriso al pubblico e si mostra ottimista per il futuro, anche grazie alla spinta di Zohran Mamdani a New York. All’orizzonte poi c’è la speranza di conquistare il Congresso nelle elezioni di midterm e riuscire «a porre un freno alla terribile politica di Trump». Alla fine, parlando dei repubblicani poi Sanders sottolinea come «molti di loro non sono fascisti, ma dominati dalla paura. Quello che vorrebbe Trump è infatti trasformare il Congresso in una Duma su esempio di Putin». Altro applauso.












