di
Sara Gandolfi
Le Maldive aprono un’inchiesta. L’ex presidente: soccorritori non dovevano andare così giù
DALLA NOSTRA INVIATA MALÉ - Dimenticate il sole, le spiagge dorate, il mare cristallino. Alle Maldive, sabato, c’era aria di burrasca e di dolore. Pioggia, vento e una nuova conta dei morti. Ai cinque italiani inghiottiti dalle profonde grotte di Alimathaa, nell’atollo di Vaavu, si è aggiunto un «martire» locale. Così il presidente di questo arcipelago corallino, Mohamed Muizzu, ha definito il sergente maggiore Mohamed Mahudhee, sommozzatore esperto delle forze armate nazionali, che ha perso la vita immergendosi per tentare di localizzare i corpi della professoressa Monica Montefalcone, di sua figlia Giorgia Sommacal e dei ricercatori Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, i quattro subacquei ancora «missing», dispersi, dopo essere scesi negli abissi di Thinwana Kandu, detta la «grotta degli squali», e mai più risaliti in superficie.
La notizia è arrivata sabato in tarda mattinata, a poche ore dall’inizio della terza giornata di ricerche. «Le condizioni meteo sono buone», aveva detto al Corriere, fiduciosa, la console onoraria dell’Italia alle Maldive, Giorgia Marazzi, che si trovava assieme all’ambasciatore Damiano Francovigh a bordo della nave della Guardia costiera maldiviana impegnata a coordinare le operazioni di soccorso. Otto sommozzatori si sarebbero dovuti alternare, a turno, per tentare di superare la prima camera della grotta, dove giovedì era stato trovato il corpo senza vita (e senza ossigeno) di Gianluca Benedetti, e arrivare finalmente alla terza camera, dove sarebbero rimasti intrappolati gli altri quattro compagni di immersione, ad oltre 60 metri di profondità.











