di

Giampaolo Chavan

Trento, la guerra legale - a suon di botte e querele - fra la figlia e il suo compagno ricade sulla madre

La figlia della guardia giurata litiga a suon di querele con l’ex compagno e tanto basta perchè alla madre cinquantenne venga ritirata la pistola e non possa più lavorare. A deciderlo la sentenza del Tar del Trentino di pochi giorni fa dopo l’emissione di un un provvedimento del questore di Trento, eseguito dai carabinieri della stazione di Pergine il 16 febbraio scorso. La figlia della ricorrente al Tar ha querelato l’ex ai carabinieri per averla percossa e il giovane, dal canto suo, ha replicato con un’altra denuncia sostenendo che è stato minacciato da persone rimaste ignote fino ad oggi.

Il risultato per la guardia giurata, purtroppo, non cambia: la trentina resta senza stipendio e per il momento, deve attenersi al rigetto della sua richiesta di restituzione della pistola di servizio, stabilita dal Tar con la sentenza depositata il 7 maggio scorso. La vicenda ha inizio tre mesi fa quando i carabinieri di Pergine si sono presentati nella casa della guardia giurata con il verbale di ritiro cautelare dell’arma, rilasciato solo due mesi prima dalla Legione carabinieri di Trento.