Manca poco più di un mese e per migliaia di studenti italiani scatterà la fatica ora dell'Esame di Maturità, uno dei pochi autentici riti di passaggio ancora rimasti nella nostra società e che, proprio per la sua importanza (forse più simbolica che effettiva), continua periodicamente a essere cambiato e calibrato per poter consegnare al mondo adulto dei cittadini pienamente formati e pronti a costruirsi il proprio futuro.

Quest'anno la novità principale riguarda la prova orale: non più un colloquio su tutte le materie, ma un test su quattro discipline selezionate precedentemente. Anche i criteri per il voto finale hanno subito delle modifiche. A fine marzo il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha pubblicato le nuove griglie di valutazione che hanno destato alcune perplessità. Tali parametri hanno lo scopo di tradurre fedelmente il livello di preparazione di ogni allievo, ma non tutti sono pienamente convinti della loro efficacia. Tra questi c'è Ernestina Morello, autrice e docente di materie letterarie e latino all'IIS Copernico-Luxemburg di Torino, che nel suo istituto ha sperimentato un modello di scuola senza voti (ne abbiamo già parlato in questa intervista). Per lei il tema è molto importante e va affrontato senza contrapposizioni ideologiche, riportando al centro la qualità della didattica e il percorso degli studenti. "Bisognerebbe riportare un po' di pace nel mondo della scuola, perché solo in un clima sereno è possibile una vera collaborazione", ha spiegato l'insegnante. Fanpage.it.