"Liberiamo Napoli dalle violenze" è lo striscione che apre la “Marcia popolare dell’educazione” promossa da Libera e da 150 tra movimenti sociali e realtà educative. Durante il percorso in tanti altri si sono aggiunti al corteo. In corso Umberto saranno in mille a sfilare. C’è anche l’arcivescovo Mimmo Battaglia.

"Siamo qui per per disarmare Napoli, l’auspicio è questo, il sogno è questo, assolutamente - afferma il cardinale - Disarmare cominciando dalle parole e dalle opportunità. Oggi il tempo non ci sta aiutando. Però la città c'è. Soprattutto ci sono i giovani che sono il presente di questa città. E questo non dobbiamo mai dimenticarlo, perché ci sono tante forze positive e i ragazzi sono davvero segno di un sano protagonismo. E questo è bello, bisogna stare accanto, bisogna accompagnare, bisogna camminare insieme a loro".

Battaglia rilancia il suo messaggio di pace: "Davanti a certe cose io non posso tacere, noi non possiamo tacere. Poi il tutto chiaramente dipende dalla capacità di dare continuità anche alla voce e a queste parole che noi diciamo per renderle davvero credibili. Per me la cosa importante è esserci, è farmi carico di quelle che sono, come Chiesa intendo, le situazioni di disagio che vive questo territorio e trasformare questo disagio in opportunità. E io credo che questo sia davvero possibile ed è la grande lotta sulla quale tutti non possiamo non ritrovarci".