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Domenica l’Iran ha risposto alla proposta di accordo statunitense per far finire la guerra in Medio Oriente, presentando a sua volta un’altra proposta con condizioni diverse. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump l’ha definita «DEL TUTTO INACCETTABILE» e l’ha quindi liquidata in modo sbrigativo, senza dire cosa contenesse di preciso. Il risultato è che c’è di nuovo una situazione di stallo nella guerra in Medio Oriente.
Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran in vigore da inizio aprile sta sostanzialmente reggendo – anche se ci sono stati sporadici attacchi nello stretto di Hormuz, e l’Iran ha lanciato alcuni droni e missili sui paesi del Golfo Persico – ma lo stretto rimane chiuso, con enormi conseguenze per le forniture di energia e per l’economia globale.
La proposta degli Stati Uniti era molto vaga, e fin da subito era chiaro che non sarebbe stata risolutiva. Era un memorandum d’intesa, ossia un accordo diplomatico non vincolante, che in 14 punti prevedeva la fine immediata della guerra ma posticipava il grosso dei negoziati ai successivi 30 giorni, periodo durante il quale sia l’Iran che gli Stati Uniti si sarebbero dovuti impegnare a togliere progressivamente i rispettivi blocchi nello stretto di Hormuz.










