Donald Trump ferma ancora una volta le armi quando l’attacco sembrava ormai imminente. La nuova, massiccia offensiva americana contro l’Iran, attesa nel fine settimana, è stata annullata dal presidente degli Stati Uniti dopo le richieste arrivate da Teheran e da diversi paesi del Medio Oriente. Una tregua condizionata, però, alla conclusione rapida di un accordo che preveda la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e, nelle parole della Casa Bianca, la fine della minaccia nucleare iraniana.
«Gli Stati Uniti sono pronti a intervenire contro la Repubblica islamica dell’Iran con livelli di forza e potenza militare mai visti dalla Seconda guerra mondiale», ha scritto Trump sul suo social Truth. Subito dopo, tuttavia, il presidente ha annunciato la marcia indietro: «L’Iran e altri paesi mediorientali ci hanno chiesto di sospendere qualsiasi attacco, in quanto i parametri di un accordo sono stati concordati». Sulla base di questa richiesta, ha aggiunto, Washington ha accettato di annullare l’operazione, purché l’intesa venga raggiunta rapidamente.
L’annuncio arriva al termine di ore di pressioni diplomatiche e contatti riservati. Secondo Axios, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman avrebbe telefonato a Trump per esprimere la propria preoccupazione davanti al progetto di nuovi bombardamenti americani contro obiettivi energetici iraniani. Il leader saudita avrebbe chiesto chiarimenti sul piano militare e invitato il presidente americano a ridurre la tensione.












