Tutto quello che c’è da sapere sulle esperienze di pre-morte (NDE) e quelle fuori dal corpo (OBE) di persone che hanno recuperato le proprie funzioni vitali dopo aver sperimentato, a causa di gravi patologie o traumi, condizioni come l’arresto cardiocircolatorio o l’encefalogramma piatto che portano al decesso. Studi, casi e dati registrati scientificamente, studiati in contesti medico-clinici italiani e internazionali spiegati dal dottor Francesco Sepioni, medico presso il Dipartimento Emergenza e Urgenza dell’Asl 1 della Regione Umbria, e autore di Al confine dell’aldilà.
Dottor Sepioni che cosa si intende esattamente per esperienza di pre-morte e quali elementi la distinguono da un sogno, da un’allucinazione o da uno stato confusionale?
Un’esperienza di pre-morte comprende i ricordi di tutte le impressioni vissute che una persona, una volta riprese le funzioni vitali, descrive dopo aver vissuto in uno stato particolare di coscienza, in una situazione in cui il cervello è completamente inattivo sotto il punto di vista funzionale. La caratteristica fondamentale è che le esperienze sono simili e coerenti tra loro con 5 – 6 elementi caratteristici su 12 che ricorrono costantemente. L’esperienza che vivono è coerente, strutturata, profonda e viene ricordata per anni malgrado questi risultino clinicamente deceduti al momento dell’esperienza. Le caratteristiche esposte la distinguono totalmente dal sogno, da un’allucinazione o da uno stato confusionale.







