"Sono proibite le immersioni ricreative oltre i trenta metri di profondità". È una colonna d'Ercole chiara quella stabilita dal ministero del Turismo delle Maldive nel regolamento ufficiale che disciplina le immersioni turistiche negli atolli dell'arcipelago. Un limite "che si applica a turisti, istruttori e, senza eccezioni, a chiunque partecipi alle attività subacquee - cita di documento - organizzate su liveboard e safari boat". Come la 'Duke of York', che ospitava il gruppo di italiani tra cui i cinque sub che hanno perso la vita durante un'escursione subacquea, fino ai 60 metri di profondità.

La polizia maldiviana che indaga sulle cause e la dinamica della tragedia, dovrà valutare anche se la spedizione fosse stata organizzata a scopo scientifico. Questo tipo di attività, insieme alle missioni commerciali, non rientra infatti nel regolamento sulle immersioni che fissa a 30 metri il limite della discesa in acqua. Si tratta di immersioni in deroga che prevedono dei permessi ad hoc: "Prima di intraprendere tali attività", specifica il regolamento maldiviano, "è necessaria un'autorizzazione scritta del ministero del Turismo", condizione imprescindibile affinché anche i sub più esperti possano scavalcare i limiti previsti.