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Poche ore, ma ben impegnate quelle di Roberto Giachetti che ha ottenuto lo sblocco dei lavori della commissione di vigilanza, pur non ammettendo le responsabilità di una opposizione che vuole decidere chi deve fare il presidente della Rai. Lo sciopero della fame e della sete annunciato dal deputato di Italia Viva con tanto di manette a cui si è incatenato ai banchi di Montecitorio hanno ottenuto l’effetto sperato: la maggioranza ha garantito il regolare svolgimento della prossima seduta di commissione. In una frase, si potrebbe dire che Giachetti digiuna e la Meloni lo sfama.

Già, perché probabilmente è stata proprio la telefonata della presidente del Consiglio a far desistere Giachetti dal suo tentativo estremo all’interno dell’aula parlamentare. «Restiamo umani» lo ha esercitato il centrodestra. Perché la sinistra si è limitata alle solite dichiarazioni dal divano, per esprimere solidarietà a Giachetti che però ha ricevuto oltre al colloquio con Giorgia Meloni - la visita in aula di Lorenzo Fontana, presidente della Camera e del deputato questore Paolo Trancassini. Da sinistra non pervenuti. Eppure di deputati romani ne hanno.

E si è dovuta registrare persino una dichiarazione un po’ ambigua- diciamolo- della presidente della vigilanza Rai, Barbara Floridia, che la sua vicinanza al deputato di IV l’ha espressa dalla Sicilia: i comizi nell’isola erano più importanti della «salute della democrazia», evidentemente. Giorgia Meloni ha dato la linea ai parlamentari della maggioranza in commissione, i quali hanno assunto l’impegno per la prossima seduta.