Lunedì 18 maggio è il giorno più ricco dell’anno: ben 22 società del Ftse Mib (si veda la tabella) staccano la cedola (pagamento il 20), distribuendo agli azionisti 16 milia rdi di euro (a secco tre pesi massimi: Stellantis, Tim e Fincantieri).
Cifra che oltre a finire nelle tasche degli azionisti, ha un impatto tecnico sull’indice delle blue chip dell’1,5% circa secondo le stime di Intermonte.
In tutto, dopo la prima tornata del 20 aprile, sono circa 70 le società quotate, comprese mid e small cap e Pmi dell’Egm, che si apprestano a distribuire agli azionisti una quota degli utili realizzati nel 2025.
Chi si è perso quest’occasione, perché venerdì 15 maggio era l"ultimo giorno utile per poter passare lunedì all"incasso, non si deve preoccupare.
Piazza Affari la più generosa d’Europa La politica dei dividendi continua a essere un elemento distintivo per l’azionario italiano che in termini di dividend yield vanta un primato assoluto: 4,2% sul 2026 (Ftse Mib), oltre il 3,9% del Btp decennale, contro il 2,8% del Dax e il 3% del Cac40.








