La solitudine è un sentimento diffuso nei paesi ricchi. Ha costi economici che potrebbero essere risparmiati investendo nei legami amicali, familiari e di comunità, nella rigenerazione urbana, nell’animazione sociale e in un welfare di prossimità.

Un sentimento diffuso

L’Economist sostiene che la solitudine è “la lebbra del ventunesimo secolo”. Si annida in particolare nei paesi più ricchi e avanzati a causa dei cambiamenti sociali, del lavoro da remoto, dell’alienazione digitale e della rarefazione dei legami familiari.

Un italiano su otto si sente solo, secondo Eurostat, 2015. Ben due tedeschi su tre consideravano nel 2018 la solitudine un problema grave e uno svedese su quattro ha dichiarato di sentirsi spesso solo. Nel 2017, il 40 per cento degli svizzeri affermava di sentirsi “spesso solo”.

Gran parte dei costi legati alla solitudine (depressione, isolamento sociale, degrado fisico e abuso di psicofarmaci) potrebbero essere risparmiati investendo nei legami amicali, familiari e di comunità, nella rigenerazione urbana, nell’animazione sociale e in un welfare di prossimità.