A distanza di un anno dal suo annuncio, l’intesa preliminare sul Critical Medicines Act compie un passo avanti nella strategia europea per ridurre la dipendenza da Cina e India, rafforzare la produzione interna di farmaci essenziali e rendere più coordinati gli acquisti tra gli Stati membri. Tutti i dettagli

Dodici ore di negoziato, un compromesso politico costruito attorno alla sicurezza sanitaria e una direzione sempre più marcata verso l’autonomia strategica europea. L’intesa preliminare raggiunta tra Parlamento europeo e Consiglio sul Critical Medicines Act segna un passo avanti rispetto alla proposta presentata dalla Commissione nel marzo 2025, soprattutto sul terreno più delicato: quello degli appalti pubblici e degli incentivi alla produzione farmaceutica interna.

Sullo sfondo restano tuttavia le fragilità emerse durante la pandemia, le tensioni geopolitiche e la crescente dipendenza dell’Europa da Cina e India per medicinali e principi attivi essenziali.

DAL TESTO DELLA COMMISSIONE A UN IMPIANTO PIÙ INTERVENTISTA

La proposta originaria della Commissione europea era nata con l’obiettivo di rafforzare la disponibilità di circa 270 medicinali considerati strategici per la sicurezza sanitaria dell’Unione, intervenendo sulle vulnerabilità delle catene di approvvigionamento e sulla concentrazione produttiva fuori dall’Europa. Nel corso dei negoziati, però, il testo si è trasformato in un impianto più ampio e più orientato a sostenere direttamente la capacità industriale europea.