Trump ha detto di voler sospendere le accise federali per favorire l'abbassamento dei prezzi dei carburanti. La misura, però, non affronta il problema alla radice e potrebbe portare benefici solo marginali per i consumatori. D'altra parte, la Casa Bianca ha necessità di gestire il carovita in vista delle elezioni di metà mandato.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di voler sospendere la tassa federale sui carburanti “per un periodo di tempo, e quando la benzina calerà la reintrodurremo gradualmente”. La misura – le accise valgono 18,4 centesimi al gallone per la benzina e 24,4 centesimi per il gasolio – è pensata per abbassare i prezzi dei carburanti alle stazioni di servizio, cresciuti molto dall’inizio della guerra all’Iran assieme a quelli del petrolio greggio.

IL PREZZO DELLA BENZINA NEGLI STATI UNITI

La benzina, in particolare, ha superato i 4,5 dollari al gallone – il massimo da quattro anni: prima della guerra era a 2,9 dollari – e il rincaro sta pesando su consumatori e imprese. Proprio l’abbassamento del costo della vita era stata una delle promesse principali di Trump, che deve tenerne conto in vista delle elezioni di metà mandato di novembre prossimo.

La sospensione delle accise non risolverà la situazione alla radice – i prezzi di petrolio e derivati caleranno strutturalmente quando verrà riaperto lo stretto di Hormuz e la situazione sarà tornata alla normalità -, ma potrebbe garantire un qualche sollievo all’economia americana. D’altra parte, il governo federale vedrebbe calare le sue entrate di circa mezzo miliardo di dollari alla settimana: questi fondi confluiscono nell’Highway Trust Fund e vengono di solito investiti nella costruzione e nella riparazione delle strade.