Donald Trump inverte rotta e rimuove i dazi su centinaia di prodotti nel tentativo di placare l'ira degli americani contro il carovita.

Le tariffe su carne, banane, caffè e un altro centinaio di prodotti (dagli avocado ai pomodori, passando per i mango) vengono eliminate perché - ha spiegato la Casa Bianca - non servono più, considerati i progressi ottenuti nelle trattative commerciali e perché gli Stati Uniti non sono in grado di produrli in quantità sufficienti a soddisfare la domanda interna.

Le spiegazioni ufficiali però non convincono e mascherano, secondo gli esperti, le preoccupazioni dell'amministrazione sull'andamento dei prezzi di fronte a un carrello della spesa sempre più costoso e una frustrazione in aumento.

Le recenti mosse di Trump - dal proporre un mutuo a 50 anni all'idea di un 'dividendo' per i dazi da 2.000 dollari per ogni americano - confermano la tensione all'interno della Casa Bianca sul tema dell'accessibilità, quella 'affordability' salita alla ribalta nelle ultime elezioni che hanno visto il successo del socialista democratico Zohran Mamdani. Convinto che i prezzi siano calati da quando è entrato alla Casa Bianca e paladino dei dazi (il 'Tariff King', come ha scherzato in passato), Trump ha liquidato pubblicamente l'accessibilità come una "nuova parola", una "truffa" dei democratici.