Cortocircuito a sinistra sulla nomina internazionale dell'ex segretario dem

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

Roma Non si aspettava che un tradimento potesse arrivare dall'alleato-amico che è anche un modello di progressismo. Elly Schlein ha investito le sue fiches su Maurizio Martina (nel tondo) come candidato a direttore generale della FAO e ne aveva anche parlato al premier spagnolo Pedro Sánchez nel corso dell'ultimo colloquio che i due avevano avuto a Barcellona qualche settimana fa. Non si aspettava dunque che l'ex segretario del Pd, che è stato anche ministro dell'Agricoltura e da diversi anni siede alla Fao nella veste di vicedirettore generale, venisse messo in discussione proprio dall'amico Pedro.È il più classico dei cortocircuiti a sinistra. C'è la possibilità di eleggere per la prima volta nella storia della FAO un direttore italiano, oltretutto appartenente alla famiglia dei socialisti europei, che è stato anche a capo del Nazareno, candidatura sostenuta con forza dall'esecutivo italiano. E lo sgambetto arriva proprio da chi non ti aspetti, ovvero dal governo Sánchez, un modello per Elly e per tutti i suoi compagni di partito.Osserva Filippo Sensi, senatore Pd di rito riformista: "Penso che molto spesso di fronte all'interesse nazionale si sacrificano anche le appartenenze politiche. Quindi mi sembra un caso di scuola. Non mi fa scandalo che il premier spagnolo tuteli gli interessi nazionali ma al contempo dobbiamo saper distinguere d'ora in poi la retorica dai fatti".E i fatti fotografano una realtà diversa: la Spagna di Sánchez starebbe infatti puntando sul ministro socialista dell'agricoltura, Luis Planas. Una mossa che ha sorpreso i democratici italiani. E che fa dire all'eurodeputato Dario Nardella: "Mi auguro che il primo ministro Sánchez possa convergere sulla candidatura italiana, anche perché la Spagna ha già il direttore dell'istituto della Fao che si occupa dei finanziamenti agroalimentari, l'IFAD, e dello sviluppo agroalimentare".In realtà c'è anche dell'altro. C'è infatti chi racconta che dietro la decisione di Sánchez di puntare su un collega di governo si annidi la debolezza del premier spagnolo e il fatto che tanti all'interno del mondo socialisti spagnolo e in particolare chi oggi siede nell'esecutivo di "Pedro" guardi già al dopo. A conferma di questa situazione filtra dalla Spagna un'altra indiscrezione: l'attuale ministra della Salute, Monica Garcia, vorrebbe puntare alla poltronissima dell'OMS. Insomma, il fuggi fuggi sembra essere iniziato.In questo quadro la segretaria del Pd rilancia: "Noi stiamo facendo la nostra parte come Partito Democratico anche nelle interlocuzioni internazionali con tutti, speriamo che anche il governo faccia la sua parte".