VENEZIA - Cofani elaborati, “armati” di subwoofer e “sparati” a tutta velocità tra rii e canali del centro storico, che oltre a mettere in pericolo chi li comanda e chi li incontra, impediscono ai residenti di dormire. Sono loro la ragione per cui un gruppo sempre più nutrito di veneziani ha deciso di rivolgersi agli avvocati Daniele Vianello e Caterina Dal Mas; per chiedere loro di stendere un’istanza da presentare al nuovo sindaco di Venezia non appena verrà eletto. «Dopo le 23, quando i ristoranti chiudono – spiegano i legali – i barchini iniziano a sfrecciare nei canali tenendo la musica altissima, trattando il centro storico come fosse una discoteca. Cenare all’aperto sulle altane private diventa impossibile, così come chiacchierare lungo le calli, figurarsi provare a dormire».

LA PROPOSTA Ciò che il gruppo di residenti chiede, attraverso la coppia di avvocati, è che il prossimo sindaco di Venezia si impegni fin da subito ad adottare ogni provvedimento possibile per arginare il fenomeno, rafforzando i controlli nelle ore notturne e adottando misure “drastiche”. «La proposta che ci chiedono di avanzare – spiega Vianello – è quella di punire chi naviga a tutta velocità e con un volume della musica inaccettabile con 500 euro di multa la prima volta che viene beccato e con il sequestro dell’imbarcazione già al secondo richiamo». L’obiettivo, spiegano i residenti, è “ristabilire un equilibrio tra diritto al riposo, tutela dei residenti, decoro urbano e corretta fruizione degli spazi pubblici”. «Ciò che più fa arrabbiare – concludono i legali – è il fatto che a bistrattare la città siano proprio i giovani che vi vivono, che ne conoscono meglio di chiunque altro le fragilità e dovrebbero perciò trattarla con i guanti. È un degrado che spetta all’amministrazione fermare». LE ORDINANZE L’amministrazione però, in questo caso, non potrebbe intervenire con un’ordinanza, essendo queste dei provvedimenti che possono essere usati quando l’ordinamento giuridico non ha già una norma specifica per affrontare un determinato problema considerato “grave e urgente”, che non si era mai presentato in precedenza. Il Codice della navigazione prevede già norme e sanzioni amministrative sia per chi supera i limiti di velocità sia per la musica alta: in nessuno dei due casi viene però al proprietario viene sequestrata l’imbarcazione. ULTIMI SEQUESTRI La stagione dei “maranza in barchino”, però, è solo all’inizio. «Si tratta di un fenomeno stagionale, che si intensifica con l’arrivo dell’estate», spiegano dal Corpo di polizia locale, che con il mese di maggio hanno iniziato a rafforzare i controlli di contrasto a questo fenomeno. Nelle ultime due settimane, due servizi sono finiti entrambi con un inseguimento. Nel primo caso, nonostante il pilota fosse inizialmente riuscito a dileguarsi, la polizia locale è riuscita a rintracciarlo guardando con le videocamere di sicurezza da dove era partito e risalendo dunque al suo domicilio. Nel secondo caso, il “fuggitivo” aveva abbandonato il cofano in una riva pubblica e si era allontanato: i vigili hanno provveduto a sequestrargli la barca e, quando lui è tornato a prenderla, ha telefonato alla centrale operativa per denunciare che gli era stata rubata. Così è stato identificato.