VENEZIA - «Ora dobbiamo trovare un modo di andare avanti, per il bene della Fenice, sono d'accordo con quanto scritto dal direttore del Gazzettino, Roberto Papetti».

Il sindaco Luigi Brugnaro vuole spendersi in prima persona per uscire dall'impasse del caso Venezi. Lo fa a modo suo, lanciando bordate a colui che indica come il "capopopolo", ovvero l'orchestrale e sindacalista Marco Trentin. Ma nei fatti ribadendo la sua disponibilità a cercare una soluzione che faccia «vincere tutti». Già ad ottobre il sindaco, con il soprintendente Nicola Colabianchi, aveva voluto incontrare rappresentanti dei lavoratori e sindacalisti. Fu muro contro muro, con la proclamazione dello sciopero che fece saltare la prima del Wozzeck. Dopo quasi tre mesi, ora rilancia: «Tra un po' ci sarà il concerto di Capodanno, vorrei andarci, come sempre. Mi devo aspettare qualche pagliacciata? Le proteste sono state fatte, mi aspetto un'apertura».

Fenice in crisi, Papetti e le vie d'uscita: «Il muro contro muro non giova a nessuno ed è bene non dare spazio a risentimenti o sussulti di qualche ex»

Brugnaro parte dalla recente sospensione del welfare a tutti i dipendenti, decisa dal Consiglio di indirizzo, su sua indicazione. Per le maestranze una «ritorsione». «Ero stato io, insieme al soprintendente Fortunato Ortombina, che ho sempre apprezzato, a inventarmi il welfare - ricorda il sindaco - L'abbiamo potuto mettere perché abbiamo ottimizzato il bilancio. Quando le cose vanno bene, si può fare, come nelle famiglie. Quest'anno, con tutta questa incertezza, l'abbiamo sospeso. Non potevamo approvare elargizioni in anticipo, prima di sapere. Ma resto dell'idea che le maestranze vadano pagate».