VENEZIA - Nella partita della concessione per la Brescia-Padova, con il dibattito tuttora aperto sull’affidamento tramite gara o in house, A4 Holding si aggiudica un paio di punti contro il ministero delle Infrastrutture. Con due sentenze depositate ieri, il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi presentati dalla società concessionaria controllata da Abertis, per i mancati aumenti tariffari del 2021 e del 2022. Al netto di eventuali impugnazioni al Consiglio di Stato, i verdetti potrebbero aprire la strada ai risarcimenti, con possibili effetti sulla quantificazione del valore di subentro che il futuro gestore dovrà riconoscere, attualmente stimato in poche decine di milioni di euro.
GLI ATTI Con la prima impugnazione, Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova Spa aveva chiesto di annullare la nota con cui il 31 dicembre 2020 il Mit aveva azzerato la variazione dei pedaggi nel 2021, per effetto del decreto Milleproroghe. Esponendo le proprie doglianze, l’A4 aveva sostenuto fra l’altro che il rinvio dell’incremento fosse «in contrasto con la libertà dell’iniziativa economica, che non potrebbe essere limitata in via postuma senza ragioni eccezionali, insussistenti nel caso in esame».Per questo la società aveva richiesto «l’accertamento del diritto all’adeguamento tariffario, con espressa riserva di esperire l’azione di condanna al risarcimento del danno patito». I giudici amministrativi di primo grado hanno condiviso questa tesi, dichiarando «illegittimo» l’atto, in quanto il rapporto fra pubblico e privato sarebbe risultato «sbilanciato in favore di una parte (l’amministrazione concedente), con ricadute negative sugli interessi dei concessionari e dell’utenza, che non potrebbe beneficiare nemmeno degli adeguamenti infrastrutturali, non programmabili efficacemente in ragione del mancato incremento tariffario che, peraltro, può essere mitigato in sede di regolazione ad opera dell’Autorità indipendente di settore». Della serie: niente aumenti, niente manutenzioni.La stessa motivazione è alla base pure del secondo pronunciamento. «Autostrade: nel 2022 non sono previsti aumenti dei pedaggi sul 98% rete nazionale», era stato l’annuncio del Mit il 31 dicembre 2021, quando era stato precisato che l’incremento sarebbe stato possibile solo per l’A21 Piacenza-Brescia. Quel comunicato non era un provvedimento amministrativo, bensì un avviso all’utenza, per cui non è possibile annullarlo. Ma nel merito della questione, per il Tar del Lazio «è fondata la domanda di accertamento del diritto di adeguamento tariffario», che era stato previsto dalla concessionaria nella misura del 5,46%. Soldi mai incassati che ora il gruppo Abertis potrebbe chiedere di recuperare.






