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Simone Canettieri, inviato a Corinto (Grecia)

Tajani evoca una manovra correttiva, Palazzo Chigi smentisce

CORINTO (GRECIA) - Avviso ai naviganti: il governo fluttua sui conti. La brezza che agita le onde di questo golfo fa il paio con quella percepita a Roma. C’è il progetto europeo Safe per la difesa da 14,9 miliardi di euro che Guido Crosetto vuole approvare, ma Giancarlo Giorgetti, dall’Economia, frena. E c’è il vicepremier di Forza Italia Antonio Tajani che apre addirittura a una «manovra correttiva». Ipotesi però respinta da Palazzo Chigi, con le opposizioni già pronte con il fucile spianato. Al massimo ci sarà uno scostamento di bilancio, forse, per rinnovare i provvedimenti sulle accise in scadenza il 22 maggio (passaggio non banale: occorrerebbe la maggioranza assoluta del Parlamento, l’unico precedente nel 2023 vide il governo «andare sotto» in Aula).

E comunque, è la linea di Giorgia Meloni, l’Italia punta a ottenere da Bruxelles una flessibilità per le bollette e l’energia simile a quella per le spese militari: trattative in corso con Falchi e Frugali più aperte che mai, tela da tessere, dietro le quinte, anche per il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue Raffaele Fitto. Se arriverà un no, allora faremo un po’ da soli, come amano dire gli uomini di Matteo Salvini.