di
Viviana Mazza
II presidente degli Stati Uniti rientra in patria dopo il vertice con Xi: «Non voglio una guerra a 15.000 chilometri di distanza»
DALLA NOSTRA INVIATAPECHINO - Nei due giorni trascorsi insieme a Pechino, Xi Jinping ha chiesto a Donald Trump se difenderebbe militarmente Taiwan. Una domanda diretta alla quale il presidente americano ha replicato: «di queste cose non parlo». Quando i giornalisti gli hanno posto la stessa domanda sull’Air Force One, di ritorno a Washington, Trump ha spiegato: «C’è solo una persona che sa la risposta: io». Poi ha aggiunto: «Sapete, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno adesso è una guerra a 15.000 chilometri di distanza».
Il summit di due giorni si è concluso con un pranzo con Xi, che ha aperto a Trump i cancelli di Zhongnanhai, la residenza dei leader comunisti, in una rara visita concessa a uno straniero. In questi incontri cordiali e sfarzosi, Xi è stato però estremamente esplicito su Taiwan: ha avvertito che la relazione tra Stati Uniti e Cina rischia di sfociare in un conflitto se la questione dell’isola viene «gestita male». Trump ha detto ai giornalisti: «Penso che andrà tutto bene. Non vuole una guerra». Ha spiegato che Xi lo ha avvertito di essere fortemente contrario a qualsiasi dichiarazione di «indipendenza» da parte Taiwan, perché «sarebbe una sfida molto forte». Trump dice di averlo ascoltato senza prendere posizione. Quando Bret Baier di Fox News gli ha chiesto in un’intervista se gli abitanti di Taiwan dovrebbero sentirsi più o meno sicuri, Trump ha replicato: «Neutrali. Questo va avanti da anni. Non è cambiato nulla. Dico solo che non voglio avere qualcuno che opta per l’indipendenza. Dovremmo viaggiare per 15.000 chilometri per combattere una guerra. Non è quello che voglio. Voglio che si calmino, che la Cina si calmi».










