Oggi, 15 maggio, si è corsa la settima tappa del Giro d’Italia 2026: a vincere è stato il danese Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike), mentre la maglia rosa resta al portoghese Eulalio. La Formia-Blockhaus, di 244 chilometri, è stata la frazione più lunga e col primo arrivo in salita di questa edizione. La tappa di ieri, la sesta, era stata vinta da Davide Ballerini. In tutto le tappe di questa edizione sono 21, l'ultima a Roma il 31 maggio con un circuito conclusivo ai Fori Imperiali.
Com’è andata la settima tappa
Jonas Vingegaard, quindi, ha vinto la settima tappa del Giro d'Italia, la Formia-Blockhaus. Il danese, favorito della corsa, ha attaccato a metà della dura salita finale staccando l'austriaco Felix Gall, che si è classificato secondo, e l'italiano Giulio Pellizzari, giunto quarto. Vingegaard ha preceduto Gall di 13 secondi e di circa un minuto Pellizzari, arrivato alle spalle del compagno di squadra alla Bora, Jay Hindley. Sesto posto per Giulio Ciccone, arrivato a 1'40''. Eulalio ha accusato un distacco di quasi tre minuti dal danese, ma dato il suo ampio vantaggio resta al momento il leader della classifica generale.
Il percorso della settima tappa
Quella di oggi è stata una tappa appenninica, nonché la più lunga del Giro (244 km). Prima parte lungo la costa del Basso Lazio attraverso Sperlonga e Gaeta, prima di toccare nuovamente Formia e dirigersi verso Nord. Dopo Venafro, i ciclisti hanno percorso la strada a scorrimento che porta a Rionero Sannitico e Castel di Sangro. Primo GPM a Roccaraso e quindi scollinamento dal Passo di San Leonardo prima della lunga discesa che li ha portati a Roccamorice, dove è iniziata la salita finale di 13 km. Per quasi 10 km pendenza sopra il 9%, con punte fino al 14%. Brevissima contropendenza ai 500 m dall’arrivo. Rettilineo finale (asfalto, lunghezza 200 m, larghezza 6 m) in salita attorno all’8%.










