La visita del presidente americano, che si è portato con sé vari imprenditori di spicco della Silicon Valley, serve anche a superare la diffidenza reciproca delle due superpotenze sulla materia. Pronto un accordo per la vendita dei chip H200 di Nvidia. Ma si lavora a un piano di collaborazione più ampio
Sul fronte tecnologico, il primo giorno di Donald Trump in Cina porta sì tante buone intenzioni ma per il momento nessun annuncio. È Scott Bessent, a dettare la linea per il futuro. Intervistato dalla Cnbc, il segretario al Tesoro americano spiega che “le due due superpotenze dell’intelligenza artificiale inizieranno a dialogare” per “definire un protocollo su come procedere con le migliori pratiche, per garantire che attori non statali non si impossessino di questi modelli”. Una necessità impellente, viste le ultime novità. Anthtropic ha rilasciato di recente il suo modello più performante, Mythos, mentre OpenAI ha risposto con Daybreak. Entrambi sono strumenti di IA superpotenti. Forse fin troppo. La paura è che, se dovessero finire nelle mani sbagliate, i danni sarebbero incalcolabili. L’obiettivo, aggiunge Bessent, è trovare un equilibrio. “Quello che non vogliamo fare è soffocare l’innovazione. Quindi la nostra responsabilità è di elaborare il calcolo delle prestazioni più elevato, in modo da ottenere la massima innovazione e il massimo livello di sicurezza”. Difficile nella teoria, ma assolutamente necessario nella pratica.














