Accompagnerà una delegazione dell’industria musicale italiana, rappresentata dal ceo di Fimi, Enzo Mazza, e dal presidente di AssoConcerti (Associazione Italiana Musica dal Vivo), Bruno Sconocchia. Sal Da Vinci in finale con il mercato dalla sua parte, boom dell'export musicale
Alla finale dell'Eurovision 2026, a Vienna, domani ci sarà per la prima volta una rappresentanza del governo italiano, guidata dal ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. Il ministro, a quanto apprende l'Adnkronos da fonti vicine alla manifestazione, sarà al Wiener Stadthalle di Vienna, per accompagnare una delegazione dell’industria musicale italiana, rappresentata dal ceo di Fimi, Enzo Mazza, e dal presidente di AssoConcerti (Associazione Italiana Musica dal Vivo), Bruno Sconocchia. Un segnale di attenzione importante per supportare la partecipazione di Sal Da Vinci e l'immagine dell'Italia e della musica italiana all'estero ma anche per sostenere il turismo culturale, dei concerti e dei grandi eventi, in un momento in cui questo comparto economico mostra di essere in grande salute e in crescita.
Sal Da Vinci in finale con il mercato dalla sua parte, boom dell'export musicaleAlla vigilia della finale dell’Eurovision Song Contest 2026, la musica italiana arriva a Vienna forte di un dato che racconta un trend ormai consolidato: secondo le rilevazioni diffuse oggi da Fimi, nel 2025 i ricavi da royalty provenienti dall’estero sono cresciuti del 14%, segnando un aumento complessivo del 180% rispetto al 2020. Numeri che confermano il rafforzamento del repertorio nazionale nei mercati internazionali e la sua capacità di intercettare pubblici sempre più ampi, sostenuta dall’evoluzione dei consumi digitali e dagli investimenti delle case discografiche nella valorizzazione del catalogo locale.Il quadro delineato evidenzia come l’export musicale sia diventato un indicatore strategico per l’intera filiera: non solo un segnale economico, ma la prova di un posizionamento culturale sempre più solido, capace di competere nei principali scenari globali. La crescita del repertorio italiano all’estero si intreccia infatti con un ecosistema che ha saputo rinnovarsi, puntando su artisti, generi e linguaggi capaci di dialogare con mercati diversi e di inserirsi nelle dinamiche internazionali dello streaming.













