La prima semifinale dell’Eurovision a Vienna ha promosso dieci Paesi in finale ed eliminato San Marino con Senhit e Boy George. La serata è stata segnata anche dalle proteste contro la partecipazione di Israele e da performance spettacolari ed eccentriche

Sal Da Vinci si esibisce sulle note di "Per Sempre Si" all'Eurovision Song Contest a Vienna

Roma – Niente finale per San Marino. Trionfo per Sal da Vinci. La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest, in diretta su Raidue dalla Wiener Stadthalle di Vienna, con il commento di Gabriele Corsi e Elettra Lamborghini (la seconda è prevista giovedì), ha emesso i suoi primi verdetti, dieci le nazioni promosse, cinque quelle rimaste fuori, tra loro San Marino, in gara con Senhit e Boy George che hanno cantato la le loro “Superstar” tra look argentati e luci psichedeliche per un tuffo negli anni ’80.

Non era invece in gara, Sal da Vinci, che ha cantato la sua “Per sempre sì” consapevole di avere comunque addosso gli occhi e le orecchie delle giurie dei Paesi che sabato decideranno, insieme al televoto. La serata che come tradizione ha messo in scena un’Europa musicale fatta di follie e esagerazioni ha anche mostrato un’Europa divisa dalle contestazioni, quelle di tanti Paesi contrari alla presenza di Israele, rappresentato quest’anno dal ventottenne Bettan, in gara con un brano “Michelle”, cantato in ebraico, francese e inglese, accolto da parecchi fischi. Gli attivisti pro Palestina a Vienna hanno fatto sentire la propria protesta al grido di “nessun palco per il genocidio” con una deposizione simbolica di piccole bare nella centralissima Schwedenplat, ma andranno avanti anche nei prossimi giorni, spinti anche dal richiamo formale nei confronti di Kan, l'emittente israeliana, dopo che il team del cantante ha invitato il pubblico a utilizzare tutti e dieci i voti disponibili per il televoto a suo favore.