L'analisi del ricercatore ed esperto in clima, energia e difesa presso l'Open Climate Programme del Royal United Services Institute

La crisi, che sta interessando lo stretto di Hormuz, rappresenta oggi uno dei nodi più intricati della geopolitica mondiale, configurandosi come un teatro di tensioni, dove il conflitto bellico ha trasformato un passaggio marittimo vitale in un terreno di scontro economico. Un'area storicamente strategica per l'approvvigionamento energetico su scala internazionale e che, "per via dei danni che sta subendo, potrebbe totalmente cambiare il proprio ruolo nel breve futuro, ridefinendo per sempre le rotte energetiche mondiali a favore di altri territori e altri esportatori". Lo dice all'Adnkronos Petras Katinas, ricercatore ed esperto in clima, energia e difesa presso l’Open Climate Programme del Royal United Services Institute (Rusi), organizzazione no profit con sede a Bruxelles specializzata in analisi riguardanti l’impatto dei conflitti sugli approvvigionamenti energetici su scala mondiale, offrendo una fotografia dettagliata della situazione sottolineando che, sebbene i flussi energetici abbiano subito contrazioni, esistono ancora dei meccanismi di compensazione.