Sembrava un affare: case nuove gratis e boom economico. Ma oggi restano 4.000 condomini fantasma, truffe record e un debito che affossa il Pnrr. Tutti i numeri
Sembrava un lampo di nuova luce per i conti pubblici ma era solo un pericoloso ritorno di fiamma. Il Superbonus era stato pensato per rilanciare l'economia depressa dalla pandemia ristrutturando l'anziano patrimonio edilizio italiano. All'inizio, partiti politici di ogni colore lo hanno sostenuto e difeso, ma la generosità della misura che piaceva a molti si è rivelata il più grave buco di bilancio nella storia della Repubblica: a oggi il costo per lo Stato ammonta a quasi 172 miliardi di euro, cifra che sale a 234 se consideriamo tutti i bonus edilizi attivati. I benefici? Temporanei sull'economia, più duraturi per i pochi che sono riusciti a usufruirne, circa il 5 per cento delle abitazioni in Italia, con costi recuperabili in circa 40 anni. E visto il meccanismo dei crediti, il bilancio statale ha ancora da scontare altri 60 miliardi fino al 2027, senza contare le truffe scovate e i disagi per migliaia di condomini coi lavori lasciati a metà in casa.
In principio era il 110 per cento di sconto, poi abbassato 90, 70 e infine al 65%. Decine di cambi normativi decisi dai governi Draghi e Meloni per arginare la spesa del Superbonus hanno prodotto effetti negativi a cascata per cittadini e imprese che volevano usufruire della misura. Dopo lo stop alla cessione del credito il settore edile si è trovato con cassetti fiscali pieni e a corto di liquidità reale: impossibilitati a pagare fornitori e operai, i lavori in casa si sono fermati.











