(dell'inviata Francesca Pierleoni) E' una delle interpreti più talentuose, versatili e coinvolgenti della sua generazione, capace di conquistare il pubblico e la critica uscendo da ogni stereotipo e con un percorso in cui sa affrontare tutti i generi.
La tedesca Sandra Huller in una carriera iniziata ventenne poco più di 25 anni fa sulle tavole del Theaterhaus di Lipsia, da quando è approdata al cinema, grazie alle sue performance in film come come Requiem, Toni Erdmann, Anatomia di una caduta e La zona di interesse, Rose, ha già conquistato due Orsi d'argento, due Efa, un Cesar e una nomination agli Oscar.
Una statuetta, per la quale potrebbe tornare in lizza nella prossima edizione, sull'onda di un straordinaria annata: ha vinto a gennaio il suo secondo Orso come migliore interprete alla Berlinale con Rose di Markus Schleinzer nel ruolo di una donna che si finge uomo nel 17/o secolo; ha brillato con Ryan Gosling nel blockbuster fantasy L'ultima missione: Project Hail Mary di Drew Goddard, che ha incassato oltre 650 milioni di dollari nel mondo; è appena tornata a Cannes con Fatherland di Pawel Pawlikowski dove dà volto alla figlia di Thomas Mann, Erika e potrebbe essere a Venezia con Tom Cruise nella tragicommedia apocalittica Digger di Alejandro Gonzalez Inarritu.













