Alessandro Venier e la madre Lorena.
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Il sopralluogo dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Udine nella villetta di via dei Lotti a Gemona del Friuli riporta ancora una volta l’attenzione sul punto esatto in cui, la sera del 25 luglio 2025, è stato ucciso Alessandro Venier.
Si tratta dell’ennesimo sopralluogo, finalizzato questa volta al recupero di uno degli oggetti ritenuti utilizzati durante le fasi dell’omicidio: un cuscino. È stata Lorena Venier, madre del trentacinquenne e rea confessa dell'omicidio del figlio o, a indicarne la possibile collocazione nel corso di un interrogatorio davanti al pubblico ministero Giorgio Milillo. L’oggetto, secondo quanto riferito, si troverebbe nel bagagliaio dell’auto di famiglia, una Fiat Panda. Ora potrebbe essere sottoposto ad accertamenti genetici per verificarne l’eventuale utilizzo nella dinamica del delitto.
Stando alla ricostruzione fornita dalla stessa Lorena Venier agli investigatori, dopo aver sciolto un blister di farmaco narcotizzante (Silnox) in una limonata fatta bere al figlio e dopo avergli praticato due iniezioni di insulina, la situazione sarebbe precipitata a causa della resistenza della vittima. A quel punto, insieme a Mailyn Castro Monsalvo, avrebbe utilizzato il cuscino per soffocarlo, fino a farlo cadere esanime dal divano a terra.






