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Dal kimchi al gochujang, passando per corn dog e gimbap, la cucina coreana continua a conquistare l’Occidente. In zona Chinatown, Pollolo cavalca il boom del korean fried chicken con ricette e salse rigorosamente fatte in casa
Prima sono arrivati i K-drama, poi il K-pop, poi la K-beauty e infine i mukbang, i video di abbuffate nati in Corea del Sud che su TikTok mostrano noodles fumanti, corn dog filanti e pollo glassato che scricchiola sotto il microfono. Oggi la cucina coreana non è più una curiosità per appassionati, ma uno dei fenomeni gastronomici più riconoscibili del momento. Il kimchi è entrato stabilmente nei menu occidentali, la salsa gochujang compare ovunque e piatti come rabokki e tteokbokki popolano feed social, minimarket asiatici e insegne di street food. Tra i simboli di questa ascesa c’è il korean fried chicken: pollo fritto croccantissimo, lucido di salsa, diventato oggetto di culto online e presenza sempre più frequente anche nei menu di bistrot e ristoranti lontani dalla tradizione coreana. A Milano il trend passa anche da Pollolo, piccolo locale in Via Luigi Canonica, appena fuori Chinatown, aperto da Nicole Zhang, designer di gioielli cinese cresciuta in Corea del Sud che ha trasformato la cucina di casa in un business.







