L’editore e coach IF Luca D’Aprile non deve amare molto il personaggio di mister Fletcher, l’insegnante di batteria interpretato da JK Simmons in Whiplash. Perché Fletcher di “autoconsapevolezza” nel protagonista Newman (Miles Teller) ne genera pochina, anzi invece di portarlo a un “cambiamento” provoca nell’allievo un risentimento personale e un desiderio di furente concorrenzialità che lo trascina in un perenne conflitto. Cattivi maestri, si diceva, anche se per altri contesti culturali. In Parlami di te (Heisenberg editore & compagnia editoriale Aliberti), presentato al Salone del Libro di Torino 2026, di sagome aguzze alla Fletcher non se ne vede nemmeno la lunga ombra. Il coaching come metodo e pratica suggerito con serena chiarezza da Luca D’Aprile ha una gamba ben salda nelle intuizioni di Daniel Goleman (l’Intelligenza Emotiva, ça va sans dire) e un’altra in una ricerca originale sempre più fitta e fruttuosa dietro ad un sé che sfugge, si nasconde, si schernisce, prova a non farsi decifrare. In copertina è disegnata una di quelle classiche buste di carta, che si usavano nell’evo pre web per custodire e spedire preziosi segreti dell’anima, e sopra un lucchetto. La chiave di quel lucchetto la si può trovare sfogliando il breve saggio che parte da un presupposto comune a tante scuole di autoanalisi, dalla gestalt alla psicanalisi: provare a scendere a patti con quella voce interiore che giudica, “il rumore del sé”.