di
Ida Bozzi
Il nuovo numero dedica il focus di apertura all'impatto dell'intelligenza artificiale. Mario Velocci firma la copertina per la serie sui 150 anni del «Corriere»
Le macchine sono già qui, forse per sostituirci o forse no, ma sono certo l'occasione per riflettere sul presente e sul futuro. A partire dalla provocazione del padiglione del Giappone alla Biennale di Venezia, in cui il pubblico è chiamato ad accudire 208 bambolotti (ne scrive Stefano Bucci), «la Lettura» #755, sabato 16 maggio in anteprima dell'App e domenica 17 in edicola (con la copertina firmata dall'artista Mario Velocci che prosegue la serie da collezione dedicata ai 150 anni del «Corriere»), allarga lo sguardo a tutte le questioni aperte intorno all'impatto dell'intelligenza artificiale, in un focus con vari contributi.
Oggi si diffondono gli «Agenti» di IA, in grado di svolgere complesse operazioni richieste dall'umano, aprendo l'era della cobotica, la collaborazione tra uomo e robot, di cui scrive Michela Rovelli; mentre Jeffrey Schnapp, esperto di digital humanities e italianista, affronta il tema dello sviluppo di un senso spaziale nell'evoluzione delle macchine (lo studioso sarà domenica 24 ai Dialoghi di Pistoia). Anche se, specifica l'antropologo Adriano Favole (altro ospite atteso ai Dialoghi, domenica 24), l'«intelligenza del mondo» è sempre stata dominio del corpo biologico.







