Gianni Bisogni con il suo “L’IA ci cambierà la vita? Attese e paure”, pubblicato da Armando editore, racconta l’incontro ravvicinato del terzo tipo con ciò che rappresenta il tormentone del secolo (e forse di più), annunciato dall’intelligenza naturale di scrittori come Wells, Orwell e Asimov. Un testo divulgativo che poggia, però, su solide basi scientifiche. La recensione di Pino Pisicchio

Le statistiche dicono che la libreria non sia il luogo privilegiato dalle visite dei consumatori ma, se per caso, nonostante i numeri contro, vi dovesse capitare di entrarci potrebbe balzare subito ai vostri occhi, oltre la pila di thriller stranieri e italiani (Santo Camilleri..), una zona con affastellamento multistrato dedicata all’Intelligenza Artificiale.

È una pubblicistica alluvionale che oscilla tra l’esagerazione specialistica e l’approssimazione dilettantistica: entrambe, però, non aiutano a far progredire di un millimetro l’approfondimento di ciò che potremmo definire “l’ontologia dell’AI”, ormai parte rilevante della nostra quotidianità.

Allora squilli di tromba ai libri come quello fresco di stampa di Gianni Bisogni che, per i tipi di Armando editore, ha scritto “L’IA ci cambierà la vita? Attese e paure”. Siamo di fronte al manuale perfetto per un incontro ravvicinato del terzo tipo con ciò che rappresenta il tormentone del secolo (e forse di più), annunciato dall’intelligenza naturale di scrittori come Wells, Orwell e Asimov, un testo divulgativo che poggia, però, su solide basi scientifiche.