Giuliano Iannaccone
Giuliano Iannaccone è partner di Tarter Krinsky & Drogin, law firm americana con la più grande practice dedicata alla clientela italiana negli Usa, di cui è chair. Nel corso della sua attività 25ennale ha seguito multinazionali, imprese emergenti e operazioni cross-border in numerosi settori, affermandosi come uno dei professionisti di riferimento sul rapporto tra mondo delle imprese italiano e mercato americano. Abbiamo parlato con lui dell’evoluzione della presenza delle imprese italiane negli Stati Uniti, delle opportunità che il mercato americano continua a offrire e del valore che formazione e capitale umano hanno nel suo percorso professionale.
Nel corso degli anni avete costruito un osservatorio molto solido sul rapporto tra imprese italiane e mercato americano: come si è evoluta la domanda da parte delle nostre aziende negli Stati Uniti?
Nel corso degli anni la domanda si è evoluta in modo significativo. Un dato aiuta a cogliere con chiarezza questo cambiamento. Quando ho iniziato la mia carriera, nel 2000, le società americane controllate da gruppi italiani erano circa 1.500; alla fine del 2024 – ultimo dato disponibile – hanno superato le 6 mila. Questo passaggio segnala una trasformazione profonda: da un modello di penetrazione basato prevalentemente su intermediari commerciali, a un modello in cui la commercializzazione è gestita direttamente da società americane del gruppo, spesso con strutture locali più articolate e, in molti casi, anche con attività produttive svolte in loco.







