«La decisione degli Usa di cancellare i dazi su alcuni prodotti, tra cui caffè e frutti esotici è una buona notizia per noi perché ci consentirà di investire con più fiducia, ma è positivo anche per gli altri produttori esentati dalle tariffe e soprattutto per i consumatori americani». Per Cristina Scocchia, amministratore delegato di Illycaffè, una lunga carriera in Procter & Gamble, Kiko e l’Oréal, questa retromarcia indica che «Trump vuole ridurre il carovita che pesa sugli americani ed è la dimostrazione che la politica dei dazi alla lunga genera una spirale inflattiva, come molti economisti hanno sostenuto ».
Il caffè verde, la materia prima di base, è passata dai 100-130 centesimi per libbra nel 2021 agli attuali 400 centesimi per libbra. Con l’esenzione sui dazi sul caffè i prezzi scenderanno?
«Se verrà confermata, la decisione degli Usa sarà una bella secchiata di acqua gelida sulla speculazione finanziaria, che negli ultimi anni ha incendiato i prezzi di caffè, cacao e zucchero alterando il naturale equilibrio tra domanda e offerta. Ultimamente il Brasile, principale produttore di caffè, anche a causa dei dazi al 50%, ha visto un forte calo dell’export verso il mercato Usa. Molte aziende americane non hanno più acquistato caffè nel Paese latinoamericano e ciò ha ridotto l’offerta facendo schizzare i prezzi alla Borsa di New York. Ma ora, con dazi più bassi, gli americani potrebbero tornare a comprare caffè in Brasile, raffreddando così la speculazione».









