PECHINO – Un tè nei giardini di Zhongnanhai. Trump stregato dalle rose. Xi che promette di inviargli in regalo dei semi. Poi il pranzo tra i due. Ultime ore assieme per Xi Jinping e Donald Trump. Il leader cinese ha scelto di accogliere l’americano per questa seconda e ultima giornata del presidente statunitense a Pechino nel blindatissimo complesso, cuore del potere e quartier generale della leadership comunista accanto alla Città Proibita: privilegio che raramente Xi concede ai suoi ospiti stranieri.

I due leader hanno proseguito il dialogo su questioni bilaterali e globali di fondamentale importanza. Xi intende incentrare i colloqui sul concetto di “stabilità strategica costruttiva”, espressione che utilizzò già nella giornata di ieri. Nelle prime battute prima dei colloqui a porte chiuse, Trump afferma di aver concluso “accordi commerciali fantastici” con la Cina. “Eccellenti per entrambi i nostri Paesi. Xi è diventato davvero un amico” e, sostiene, “abbiamo risolto molti problemi diversi che altri non sarebbero stati in grado di risolvere”. Il leader Usa descrive il suo viaggio come “una visita storica”. Xi concorda sul fatto che può essere considerata tale.

I due passeggiano per una decina di minuti nei giardini. “Queste sono le rose più belle che si siano mai viste”, afferma Trump. Xi promette allora di mandargli dei semi come regalo. Il leader cinese gli mostra gli antichissimi alberi, vecchi di centinaia d’anni. “Vivono così a lungo?”, chiede Trump, suscitando una risatina di Xi: il cinese gli fa notare che alcuni alberi del complesso hanno anche più di mille anni.