Bastogi alza la voce: comitati e residenti in corteo contro degrado e abbandono. Sabato 23 maggio Bastogi torna a farsi sentire. Alle ore 14:30, da Largo Edoardo Giuseppe Flanagan, partirà un corteo diretto a Montespaccato per denunciare una condizione che gli abitanti definiscono insostenibile da anni: degrado, abbandono istituzionale e precarietà abitativa. Non sarà una mobilitazione isolata, ma una giornata di partecipazione ampia e condivisa: sono infatti decine le realtà sociali, le associazioni, i comitati e i collettivi che hanno annunciato la loro adesione, accanto agli abitanti del quartiere.
Bastogi rappresenta da tempo una delle periferie più fragili della capitale, un luogo nato come soluzione temporanea all’emergenza abitativa e rimasto invece bloccato in una dimensione sospesa. Qui vivono centinaia di famiglie alle prese con edifici spesso degradati, servizi insufficienti e un’incertezza amministrativa che si trascina da anni. Una realtà troppo spesso raccontata solo attraverso stereotipi e narrazioni emergenziali, ma raramente affrontata con soluzioni strutturali.
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“La manifestazione di sabato nasce proprio da questa distanza tra racconto e realtà. Gli abitanti, insieme a una rete sempre più larga di realtà cittadine, scendono in strada per rivendicare diritti e dignità, ma anche per chiedere un cambio di passo nelle politiche pubbliche. Non solo denuncia, quindi, ma una piattaforma precisa di richieste – spiegano i promotori – Al centro della mobilitazione ci sono tre punti fondamentali. Il primo riguarda il diritto a “case vere”, con il passaggio da CAAT a ERP, perché situazioni nate come provvisorie non possono trasformarsi in condizioni permanenti di vita. Il secondo è la regolarizzazione di chi già vive a Bastogi, per superare il limbo amministrativo in cui si trovano molte famiglie, spesso escluse da diritti fondamentali. Il terzo è l’istituzione di un tavolo stabile che coinvolga Roma Capitale, Municipio, istituzioni, realtà sociali e abitanti, per costruire soluzioni condivise e durature”. Lo slogan che accompagna questa richiesta è chiaro: “Su Bastogi non si decide senza Bastogi”.







