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La madre della ragazza, Irene Roggero, attacca Meta e TikTok: "Le sue stesse ricerche finivano per perseguitarla, intrappolandola in una gabbia emotiva"

Rossella Ugues insieme alla madre, Irene Roggero © Da Facebook

Se togli social e dispositivi "condanni tuo figlio a essere isolato, se non lo fai non riesci a proteggerlo dai pericoli che nascondono". Irene Roggero conosce bene i danni della rete, soprattutto quella dei social: Rossella Ugues, 12 anni, era finita in una "trappola esistenziale", tanto da arrivare a togliersi la vita nel febbraio 2024, nella sua casa di Asti. Una "trappola" fatta di reel, di post e di consigli dell'algoritmo che alimentavano la sua depressione, proponendole contenuti su autolesionismo e immagini gotiche. Per questo, i genitori della giovane - insieme ad altre famiglie - hanno deciso di portare Meta e TikTok in tribunale.

"Pochi giorni prima di togliersi la vita, Rossella si era iscritta al Gioco delle Insicurezze. Funziona così: bisogna cerchiare gli attributi di sé che non piacciono. Lei, ad esempio, aveva cerchiato la sua risata. Si era costruita questa realtà dentro sé che non corrispondeva alla percezione degli altri. Non le piaceva il suo sorriso, ma lo abbiamo scoperto dopo, quando io e mio marito ci siamo inoltrati nel suo mondo segreto fatto di immagini, reel e ricerche ossessive in rete", ha raccontato la mamma di Rossella a La Stampa. "Eppure, tutti i suoi amici, i suoi compagni di scuola, ricordano la sua bellissima risata. Cristallina, vera".