Quali lauree danno più opportunità di lavoro? Non solo medicina, le "sorprese" e l'errore da evitare
Sanità, ingegneria e digitale restano forti, ma anche economia-statistica e formazione hanno un peso decisivo.
venerdì 1 maggio 2026 di Guglielmo Nappi
Scegliere l’università nel 2026 significa muoversi in un mercato del lavoro attraversato da tre grandi forze: il ricambio generazionale, la trasformazione digitale e la transizione ecologica. Non basta chiedersi - ed è l'errore che fanno in tanti - “quale laurea fa trovare lavoro”: bisogna distinguere tra i corsi con più domanda in valore assoluto, quelli con migliore occupabilità dopo il titolo e quelli che offrono migliori prospettive di crescita nel medio periodo. Le fonti più solide per rispondere sono due. La prima è il Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, che stima i fabbisogni occupazionali delle imprese e della Pubblica Amministrazione. La seconda è AlmaLaurea, che misura ogni anno la condizione occupazionale dei laureati italiani a uno, tre e cinque anni dal titolo. Il quadro che emerge è abbastanza chiaro: nel 2026 le aree più forti sono medicina e professioni sanitarie, ingegneria, economia-statistica, informatica e ICT, scienze quantitative, agraria-veterinaria e alcuni percorsi legati alla formazione.







